Non serve la nostalgia per parlare dei nonni. Basta guardarli in faccia e riconoscere che senza di loro, con i loro racconti, le loro rughe e quella forza silenziosa che non fa rumore, saremmo tutti un po’ più poveri. È con questa consapevolezza che oggi, nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, si e’ svolto l’incontro “Nonni e terza età. Punti di forza e fragilità”.
Non una cerimonia di rito, ma un momento di confronto vero, animato da professionisti di ambiti diversi: psichiatri, architetti, scrittori, rappresentanti delle forze dell’ordine, fino a chi usa la poesia per dare voce alle emozioni. Ciascuno porterà un tassello, perché la terza età non è mai un tema unico, ma un mosaico fatto di salute, sicurezza, abitare, relazioni e dignità.
A guidare l’iniziativa è l’Inner Wheel Club dello Stretto di Messina, con la presidente Letizia Ragona che ha ricordato come i valori fondanti dell’associazione, rispetto, amicizia e condivisione, siano il filo rosso dell’appuntamento.
Al suo fianco la prof.ssa Graziella Catanzaro della LUTE, Libera Università della Terza Età, che ribadisce la necessità di dare agli anziani spazi di partecipazione culturale e sociale: «Studiare, incontrarsi, restare curiosi: è così che si combatte l’isolamento e si restituisce alla terza età la dignità che merita».
Dal rischio delle truffe raccontato dal vice questore Grazia Iellamo, ai modelli abitativi presentati dall’architetto Carmelo Celona, fino all’elogio del dialogo nonni-nipoti narrato dall’ufficiale e autore Angelo Vesto, l’incontro di oggi intreccia riflessioni concrete e spunti emozionali. A completare il quadro, la psichiatra Carmela Biondo, la sessuologa Luisa Barbaro, con i suoi versi dedicati ai nonni. Ha moderato l’evento l’avvocato Silvana Paratore.
Messina, città che conta una larga popolazione over 65, sceglie così di mandare un messaggio chiaro: gli anziani non sono un peso, ma la misura stessa della nostra civiltà. La loro esperienza è una bussola per i giovani, il loro sguardo un patrimonio da custodire.
E allora sì, oggi non è solo un convegno: è un invito a fermarsi, ad ascoltare e a ricordare che il futuro ha senso solo se non dimentichiamo le radici.
